Vi voglio parlare oggi di qualcosa tornato di gran moda: la legumiera in ceramica. Lo so, sembra strano, ma anche nell’antiquariato ci sono oggetti che ad un certo punto tutti ricercano e collezionano, spesso senza nemmeno un perché.

La legumiera ha le sue origini già nel Medio evo, dove si coprivano i piatti di servizio con una campana di metallo per mantenere il cibo caldo, ma anche soprattutto per cercare di impedire che le vivande venissero avvelenate.

Ne troviamo in vari materiali: in argento, Sheffield plate, porcellana, terraglia, alcune volte hanno anche un piatto di appoggio; in Inghilterra si diffonde dall’inizio del XIX secolo, e su ogni tavola non poteva mancarne una o più in svariate forme e decori.

In negozio ho un tavolo dove espongo delle legumiere in ceramica o porcellana accostate senza alcun criterio se non quello della gradevolezza allo sguardo, che suscita sempre approvazione ed interesse; penso che il successo derivi dal fatto che sono oggetti allegri, colorati, che possono essere ambientati senza grossi problemi su una mensola in cucina ed al bisogno usati.

 

Le legumiere sono belle viste da qualsiasi angolazione, così fanno la loro figura anche appoggiate su un tavolino basso in salotto, con dentro magari caramelle e cioccolatini, oppure su una consolle dell’ingresso usate come svuota tasche; ultimamente le ho sempre più viste usare come sottovasi per fiori o bulbi, con il coperchio appoggiato di fianco oppure su un supporto da piatti a far da sfondo alla composizione.

Il valore commerciale è in genere abbastanza modesto, così da non intimidire gli usi e gli accostamenti più arditi.

Naturalmente, sono bellissime anche usate in tavola, pronte a tenere in caldo i vostri manicaretti!

Sono così differenti tra loro che difficilmente non incontrano il gusto dei miei clienti: per chi ama il classico ci sono le belle legumiere bianche e blu, magari con decoro Willow, oppure ne ho di forma insolita, esagonali o quadrate, o per gli appassionati del vintage, legumiere dalle forme essenziali, con manici appena accennati e decori stilizzati e geometrici.

In questo periodo la mia preferita è vittoriana, in ceramica, dalla classica forma ovale con manici squadrati. Non presenta alcun marchio, così non riesco a ricondurla ad alcuna manifattura, ma sicuramente è stata prodotta nello Staffordshire, che era in questa epoca il maggior centro di produzione di porcellane e ceramiche inglesi. Il decoro secondo me è delizioso: prima di tutto è monocromo nero, che a contrasto col bianco della base riesce ad essere elegante e rustico al tempo stesso. Ogni campo è ricco di particolari, tanto che tutte le volte che la guardo riesco a notare qualcosa di diverso: è in tipico “aestetich style” molto in voga alla fine dell’ottocento, si mescolano fiori e frutta sempre molto precisi dal punto di vista botanico, con paesaggi inseriti in piccoli riquadri, ma anche ventagli o soggetti di tipica ispirazione orientale, animali esotici o più familiari come ad esempio farfalle. Anche i manici sono ornati, con motivi geometrici, che ricordano i decori in rilievo delle legumiere d’argento. Non vengono trascurati nemmeno i bordi, abbelliti di una graziosa greca.