Il vetro pressato: un amore vero.

Oggi voglio raccontarVi di una mia grande passione, il vetro pressato, che in tanti anni di ricerca si è sempre più rafforzata e mi ha permesso di scovare piccoli tesori e di conoscere persone meravigliose.

Il vetro pressato ha una storia sociale ed artistica affascinante.

Nasce nel XVIII secolo negli Stati Uniti, verso gli anni 40 del XIX secolo si cominciarono a fare i primi tentativi di produzione in Inghilterra.

Questo tipo di vetro, che poteva essere prodotto con manodopera non specializzata in grandi quantità, suppliva alla forte domanda del periodo di avere oggetti che rispondessero a delle caratteristiche specifiche: l’igiene, per ad esempio le bottiglie o i boccali;

oppure l’economicità, da usare per le lampade da lavoro, come quelle utilizzate nelle miniere.

In quel periodo la borghesia nascente richiede sempre più oggetti di uso quotidiano; per la prima volta bicchieri, alzate,

bottiglie ed in generale oggetti per la casa sono di facile accesso a tutti.

Le principali vetrerie dell’epoca, come Sowerby, Greener o Davidson, fanno a gara per inventare sempre nuovi oggetti o nuovi decori che rispondessero ai gusti di sempre più ampie fette di mercato.

Ci si inspirava sia alle mode dell’epoca, ed ecco i decori di ispirazione neo classica, influenzati dalle scoperte archeologiche che venivano fatte nel bacino mediterraneo; o ai fatti di “cronaca”, e allora si producevano piatti, brocche o altro che commemoravano incoronazioni di regnanti oppure imprese sportive.

Il massimo della produzione si ebbe negli anni 80 e 90 del XIX secolo, con le vetrerie che lavoravano senza sosta 24 ore su 24, sette giorni alla settimana. Si producevano tonnellate di oggetti alla settimana, sia per il mercato interno, sia per l’esportazione.

L’abolizione della tassa sul vetro, nel 1845, diede ulteriore impulso alla diffusione di vetri, che imitavano, con diversi colori, anche la porcellana o pietre semipreziose, come la malachite.

La mia passione per questo prodotto di uso quotidiano risale ad una curiosità non “esaudita” dai tempi del liceo, quando il professore di inglese ci fece leggere il racconto “The Dead “nella raccolta  “Dubliners” di James Joyce.

C’è una bellissima descrizione di una tavola imbandita, dove tra i vari oggetti sono presenti anche dei vasi contenenti dei gambi di sedano.

Sono sempre stata incuriosita dalle apparecchiature, e questo particolare, chissà perché, mi era rimasto in mente.

Dopo qualche anno, durante una delle mie escursioni in Inghilterra a caccia di oggetti per il mio negozio, ho conosciuto per caso in un piccolissimo negozio a Manchester, Graham, un bancario in pensione con la passione dei vetri pressati, col quale ho stretto una bella amicizia. Grazie a lui ho appreso moltissime cose sull’argomento, mi ha procurato libri introvabili e mi ha fatto conoscere mercanti di vetro.

Grazie a Graham ho acquistato il mio primo “celery vase”, cioè un vero e proprio vaso con uno stelo corto con cui si servivano gambi di sedano immersi in acqua fredda.

La cosa mi divertì molto, scoprendo che le tavole inglesi in periodo vittoriano erano imbandite con molta cura, con i più svariati oggetti; il vetro pressato, per le sue caratteristiche, ben si prestava per lo scopo.

In questi anni sono riuscita a scovare oggetti fantastici, tra i più disparati, ognuno con una bella storia alle spalle, ed un utilizzo da reinventare, per te, per voi, per noi.